Bangkok: altri scontri e si va verso il coprifuoco
Continua la guerriglia civile a Bangkok, dove almeno otto civili sono morti e oltre trenta sono rimasti feriti nei nuovi scontri fra camice rosse ed esercito. Sale così a 24 il numero delle vittime e a oltre 200 quello dei feriti al terzo giorno di violenze fra soldati e manifestanti antigovernativi nel centro della capitale thailandese. I manifestanti fedeli all’ex premier Thaksin Shinawatra hanno acceso falò attorno al quartiere commerciale che occupano da due mesi per chiedere nuove elezioni. I soldati hanno sparato a una camicia rossa che stava tentando di dare fuoco a un copertone. L’esercito ha rivolto un ultimatum ai manifestanti fedeli all’ex premier: se non si disperderanno, scatterà il blitz nell’area occupata da inizio aprile. Durissime le parole del primo ministro thailandese, Abhisit Vejjajiva, che in tv ha dichiarato che la repressione della protesta delle camicie rosse non si fermerà nonostante il già pesante bilancio di vittime. “Il governo deve andare avanti – ha affermato il premier – Non ci possiamo ritirare. Quello che stiamo facendo è per il bene del paese. Non possiamo lasciare la Thailandia nelle mani di gruppi armati”. Fonti dell’esercito hanno detto che le autorità vogliono imporre il coprifuoco in alcuni quartieri della capitale Bangkok.
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